Daodejing / Tao te Ching — на эстонском и итальянском языках

Эстонско-итальянская книга-билингва

Laozi

Daodejing

Lao-Tse

Tao te Ching

Tõlkija: Tõnn Sarv

edizione Acrobat a cura di (patsan@mbox.vol.it) Patrizio Sanasi

1

I. Delinea il tao

Kõlblik tee ei kõlba.
Nimi ei tähenda midagi.
Alguses pole nime,
nimetamisest tekib kõik.
Kes ei taha, see näeb;
kes tahab, see tunneb.
See on üks ja seesama,
vahe on nimetamises.
Üheskoos paistab sügavus.
Sügavusest avaneb põhjatus.

Il Tao che può essere detto
non è l’eterno Tao,
il nome che può essere nominato
non è l’eterno nome.
Senza nome è il principio
del Cielo e della Terra,
quando ha nome è la madre
delle diecimila creature.
Perciò chi non ha mai desideri
ne contempla l’arcano,
chi sempre desidera
ne contempla il termine.
Quei due hanno la stessa estrazione
anche se diverso nome
ed insieme sono detti mistero,
mistero del mistero,
porta di tutti gli arcani.

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II. Nutrire la persona

Kõik teavad, mis on ilus
— sealt ka inetus.
Kõik teavad, mis on hea
— sealt ka halb.
Kui ühte pole, siis teine on.
Raskus täiendab kergust,
pikkus mõõdab lühidust,
ülemine hoiab alumist,
hääl kõlab ikka helina,
esimese järel tuleb tagumine.
Tegemiseks ei pea tegema,
sõnadeta saab õpetada,
vaidlemata saab luua.
Mis sünnib, ei kuulu sulle.
Toetust pole vaja otsida.
Kui lõpetasid, ära peatu.
Kes ei peatu, jääb püsima.

Sotto il cielo tutti
sanno che il bello è bello,
di quì il brutto,
sanno che il bene è bene,
di quì il male.
E’ così che
essere e non-essere si danno nascita fra loro,
facile e difficile si danno compimento fra loro,
lungo e corto si danno misura fra loro,
alto e basso si fanno dislivello fra loro,
tono e nota si danno armonia fra loro,
prima e dopo si fanno seguito fra loro.
Per questo il santo
permane nel mestiere del non agire
e attua l’insegnamento non detto.
Le diecimila creature sorgono
ed egli non le rifiuta
le fa vivere ma non le considera come sue,
opera ma nulla si aspetta.
Compiuta l’opera egli non rimane
e proprio perché non rimane
non gli vien tolto.

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III. Tenere tranquillo il popolo

Milleks karjäär
— ainult kadestamiseks.
Milleks varandused
— ainult varastamiseks.
Milleks ihaldused
— ainult rahutuste tekitamiseks.
Kui tahad valitseda,
hoia meeled tühjad ja kõhud täis,
tahtmised nõrgad ja kondid tugevad.
Ei mõista ega taha midagi.
Kes mõistab, ei tee midagi.
Tee nii, et ei tee midagi
ja miski ei jää tegemata.

Non esaltare i più capaci
fa sì che il popolo non contenda,
non pregiare i beni che con difficoltà s’ottengono
fa sì che il popolo non diventi ladro,
non ostentare ciò che può desiderarsi
fa sì che il cuore del popolo non si turbi.
Per questo il governo del santo
svuota il cuore al popolo
e ne riempie il ventre,
ne infiacchisce il volere
e ne rafforza le ossa
sempre fa sì che non abbia scienza nè brama
e che colui che sa non osi agire.
Poiché egli pratica il non agire
nulla v’è che non sia governato.

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IV. Quel che non ha origine

Tee on tühi. Tee ei kulu.
Põhjatusest tuleb kõik.
Tera läheb nüriks,
sõlm tuleb lahti,
sära tuhmub,
tolm jääb alles.
Ma ei tea, kust ta tuli.
Jumal ka ei tea.

Il Tao viene usato perché è vuoto
e non è mai pieno.
Quale abisso!
sembra il progenitore delle diecimila creature.
Smussa le sue punte,
districa i suoi nodi,
mitiga il suo splendore,
si rende simile alla sua polvere.
Quale profondità!
sembra che da sempre esista.
Non so di chi sia figlio,
pare anteriore all’Imperatore del Cielo.

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V. l’uso del vuoto

Maailmale pole asju vaja
— nad on vaid õlekujud.
Targale pole inimesi vaja
— nad on vaid õlekujud.
Maailm on tühi,
nagu lõõts.
Iga liigutus annab tulemuse.
Sõnad on liigsed, ainult keskendu.

Il Cielo e la Terra non usano carità,
tengono le diecimila creature per cani di paglia.
Il santo non usa carità
tiene i cento cognomi per cani di paglia.
Lo spazio tra Cielo e Terra
come somiglia a un mantice!
Si vuota ma non si esaurisce,
si muove ed ancora più ne esce.
Parlar molto e scrutare razionalmente
vale meno che mantenersi vuoto.

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VI. Completa l’immagine

Vaim elab oru sügavuses
nagu igavene vanaema,
kelle tumedast avast
voolab maailm välja.
Kõigile kasutamiseks,
alati annab kätte.

Lo spirito della valle non muore,
è la misteriosa femmina.
La porta della misteriosa femmina
è la scaturigine del Cielo e della Terra.
Perennemente ininterrotto come se esistesse
viene usato ma non si stanca.

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VII. Occultare la luce

Maailm on igavene.
Tal pole midagi vaja.
Seepärast ta püsibki.
Tark jääb taha, kuid on ees.
Tark jääb välja, kuid on sees.
Kes midagi ei taha,
see kõike saab.

Il Cielo è perpetuo e la Terra perenne.
La ragione per cui
il Cielo può essere perpetuo e la Terra perenne
è che non vivono per sé stessi:
perciò possono vivere a lungo.
Per questo il santo
pospone la sua persona
e la sua persona viene premessa,
apparta la sua persona
e la sua persona perdura.
Non è perché è spoglio di interessi?
Per questo può realizzare il suo interesse.

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VIII. Tornare alle qualit naturali

Headus on nagu vesi.
Ta on kõigile vajalik,
ta voolab ka halbadesse kohtadesse.
Ta on nagu tee.
Maa on kodule hea,
sügavus on meelele hea,
lahkus on seltskonnale hea,
usaldus on sõnadele hea,
selgus on valitsemisele hea,
oskus on tegemisele hea,
aeg on ettevõtmisele hea.
Kes ei vaidle, sel pole pahandust.

Il sommo bene è come l’acqua:
l’acqua ben giova alle creature e non contende,
resta nel posto che gli uomini disdegnano.
Per questo è quasi simile al Tao.
Nel ristare si adatta al terreno,
nel volere s’adatta all’abisso,
nel donare s’adatta alla carità,
nel dire s’adatta alla sincerità,
nel correggere s’adatta all’ordine,
nel servire s’adatta alla capacità,
nel muoversi s’adatta alle stagioni.
Proprio perché non contende
non viene trovata in colpa.

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IX. Tendere all’incolore

Kõike korraga ei jõua. Pole vajagi.
Kes kogu aeg teritab, jääb terast ilma.
Kes varandust kogub, peab seda kaitsema.
Kes ennast kergitab, see langeb.
Kui valmis said, mine edasi.
See on õige tee.

Chi colma ciò che possiede
meglio farebbe a desistere,
chi batte a fino ciò che è appuntito
non lo mantiene a lungo intatto.
Un palazzo colmo d’oro e di gemme
non si può conservare,
chi si fa arrogante perchè ricco e nobile
procura da sé la sua rovina.
Ad opera compiuta ritrarsi
è la Via del Cielo.

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X. Saper agire

Kui hoiad ühte, loobu teisest.
Kui loodad õrnust, sünni jälle.
Kui vaatad sügavusse, ole puhas.
Kui valitsed, jaga asju.
Kui avad võimalusi, ole naine.
Kui mõistad kõike, ei tee midagi.
Kui midagi sünnib,
las ta siis kasvab ja läheb.
Juhi valitsemata.
See on sügavuse vägi.

Preserva l’Uno dimorando nelle due anime:
sei capace di non farle separare?
Pervieni all’estrema mollezza conservando il ch’i:
sei capace d’essere un pargolo?
Purificato e mondo abbi visione del mistero:
sei capace d’esser senza pecca?
Governa il regno amando il popolo:
sei capace di non aver sapienza?
All’aprirsi e al chiudersi della porta del Cielo
sei capace d’esser femmina?
Luminoso e comprensivo penetra ovunque:
sei capace di non agire?
Fa vivere le creature e nutrile,
falle vivere e non tenerle come tue,
opera e non aspettarti nulla,
falle crescere e non governarle.
Questa è la misteriosa virtù.

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XI. l’utilita’ del non-essere

Kodarad hoiavad ratast koos.
Auk selle keskel teeb ta kasulikuks.
Savist vormitakse anumat.
Õõnsus selle sees teeb ta kasulikuks.
Seintesse jäetakse avavused.
Need teevad ruumi kasulikuks.
Vajalik tuleb teha.
Puuduvast on kasu.

Trenta raggi si uniscono in un solo mozzo
e nel suo non-essere si ha l’utilità del carro,
s’impasta l’argilla per fare un vaso
e nel suo non-essere si ha l’utilità del vaso,
s’aprono porte e finestre per fare una casa
e nel suo non-essere si ha l’utilità della casa.
Perciò l’essere costituisce l’oggetto
e il non-essere costituisce l’utilità.

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XII. Reprimere le brame

Liiga palju värve – midagi ei näe.
Liiga palju hääli – midagi ei kuule.
Liiga palju maitseid – midagi ei tunne.
Kiirustamine ja tagaajamine teevad segaseks.
Kallid kaubad ajavad hulluks.
Tark täidab kõhud, mitte meeled.
Ühe võtab, teise jätab.

I cinque colori fan sì che s’acciechi l’occhio dell’uomo,
le cinque note fan sì che s’assordi l’orecchio dell’uomo,
i cinque sapori fan sì che falli la bocca dell’uomo,
la corsa e la caccia fan sì che s’imbesti il cuore
dell’uomo,
i beni che con difficoltà si ottengono
fan sì che sia dannosa la condotta dell’uomo.
Per questo il santo
è per il ventre e non per l’occhio.
Perciò respinge l’uno e preferisce l’altro.

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XIII. Respingere la vergogna

Ülendus ja alandus ehmatavad.
Austust ja häbi võetakse isiklikult.
Miks ülendus ja alandus ehmatavad?
Saamine ehmatab, kaotamine ehmatab.
Sellepärast ülendus ja alandus ehmatavad.
Miks võetakse austust ja häbi isiklikult?
Ainult ise saab häbi tunda.
Poleks sind, poleks ka häbi.
Kes hindab maailma nagu ennast,
võtku maailm oma hoolde.
Kes austab maailma nagu ennast,
võtku maailm oma kaitse alla.

Favore e sfavore fanno paura,
pregiar la propria persona è gran sventura.
Che significa
favore e sfavore fan paura?
Il favore è un abbassarsi:
nell’ottenerlo s’ha paura,
di perderlo s’ha paura.
Questo significa
favore e sfavore fan paura.
Che significa
pregiar la propria persona è gran sventura?
La ragione per cui ho gran sventura
è che tengo alla mia persona,
se non tenessi alla mia persona
quale sventura avrei?
Per questo
a chi di sé fa pregio a pro del mondo
si può affidare il mondo,
a chi di sé ha cura a pro del mondo
si può confidare il mondo.

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XIV. Introduce al mistero

Vaadates ei näe – nähtamatu.
Kuulates ei kuule – kuuldamatu.
Katsudes ei tunne – tundmatu.
Kolmest puudumisest saab üks.
Ei hele pealt, ei tume alt,
ääretu ja piiritu,
nimetuna tuleb,
pole kuju, pole asja,
segane ja hämar.
Tuleb vastu – nägu pole,
läheb ära – selga pole.
Sügavusest juhid maailma,
põhjatusest mõistad kõike.
Nii see käib.

A guardarlo non lo vedi,
di nome è detto l’Incolore.
Ad ascoltarlo non lo odi,
di nome è detto l’Insonoro.
Ad afferrarlo non lo prendi,
di nome è detto l’Informe.
Questi tre non consentono di scrutarlo a fondo,
ma uniti insieme formano l’Uno.
Non è splendente in alto
non è oscuro in basso,
nel suo volversi incessante non gli puoi dar nome
e di nuovo si riconduce all’immateriale.
E’ la figura che non ha figura,
l’immagine che non ha materia:
è l’indistinto e l’indeterminato.
Ad andargli incontro non ne vedi l’inizio,
ad andargli appresso non ne vedi la fine.
Attieniti fermamente all’antico Tao
per guidare gli esseri di oggi
e potrai conoscere il principio antico.
E’ questa l’orditura del Tao.

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XV. Appalesa la virtu’

Vana tark on varjus
märkamatu ja sügav.
Tema sügavust ei näe.
Väliselt aga näib ta olevat
ettevaatlik nagu läheks üle jää,
arglik nagu kardaks naabreid,
viisakas nagu oleks külaline,
ebamäärane nagu sulav jää,
lihtsameelne nagu puupakk,
tühi nagu laiuv org,
segane nagu porine vesi.
Paigal olles, kuni pori settib.
Liikudes, kui selgus käes.
Sellel teel ei olda täis.
Vana täitub uuega.

Quelli che in antico eccellevano come adepti del Tao
penetravano l’arcano e comunicavano col mistero,
erano profondi da non poter essere compresi.
Proprio perché non possono essere compresi
io mi sforzerò di darne i tratti.
Irresoluti erano come chi d’inverno guada un fiume,
guardinghi erano come chi teme i vicini ai quattro lati,
rispettosi erano come chi è ospite,
frammentati erano come ghiaccio che si va fondendo,
schietti erano come legno non ancora sgrossato,
vuoti erano come valli,
torbidi erano come acqua motosa.
Chi è capace d’esser motoso
per fare illimpidire piano piano riposando?
Chi è capace d’esser placido
per far vivere pian piano rimuovendo a lungo?
Chi s’attiene a questa Via
non brama d’esser pieno,
e proprio perché non si riempie
può starsene nell’ombra senza innovar l’antico.

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XVI. Volgersi alla radice

Rahu säilib tühjuses.
Kõik tulevad, lähevad ja tulevad jälle.
Tagasi rahusse, pühendumisse.
Pühendumine annab püsivuse.
Püsivus annab mõistmise.
Ilma püsiva mõistmiseta
minnakse hukka.
Püsiv mõistmine teeb lahti.
Lahtine on rahulik,
rahulik on kuninglik,
kuninglik on õige,
õigele on tee,
tee kestab.
Ihu lahkub valutult.

Arrivare alla vacuità è il culmine,
mantenere la quiete è schiettezza:
le diecimila creature insieme sorgono
ed io le vedo ritornare a quelle,
quando le creature hanno avuto il lor rigoglio
ciascuna fa ritorno alla sua radice.
Tornare alla radice è quiete,
il che vuol dire restituire il mandato,
restituire il mandato è eternità.
Chi conosce l’eternità è illuminato,
chi non la conosce insensatamente provoca sventure.
Chi conosce l’eternità tutto abbraccia,
tutto abbracciando è equanime,
essendo equanime è sovrano,
essendo sovrano è Cielo,
essendo Cielo è Tao,
essendo Tao a lungo dura
e per tutta la vita non corre pericolo.

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XVII. Lapurainfluenza

Kõige paremaid me teame.
Vähem paremaid me armastame.
Veelgi vähemaid me kardame.
Veelgi vähemaid me põlgame.
Usaldus loob usalduse.
Said valmis, tõmbu eemale.
Palju sõnu pole vaja.
Las arvavad, et ise läks nii.

Dei grandi sovrani il popolo sapeva che esistevano,
vennero poi quelli che amò ed esaltò,
e poi quelli che temette,
e poi quelli di cui si fece beffe:
quando la sincerità venne meno
s’ebbe l’insincerità.
Com’erano pensosi i primi nel soppesar le loro parole!
Ad opera compiuta e ad impresa riuscita
dicevano i cento cognomi: siamo così da noi stessi.

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XVIII. Lo scadimento dei costumi

Tee kadumisel
ilmub lahkus ja õiglus.
Koos arukusega
ilmub valelikkus.
Peretülidega
kaasneb hoolitsus.
Mässude puhul
ilmuvad ustavad teenrid.

Quando il gran Tao fu negletto
s’ebbero carità e giustizia,
quando apparvero intelligenza e sapienza
s’ebbero le grandi imposture,
quando i sei congiunti non furono in armonia
s’ebbero pietà filiale e clemenza paterna,
quando gli stati caddero nel disordine
s’ebbero i ministri leali.

19

XIX. Tornare alla purezza

Arukusest loobudes
tuleb palju kasu.
Lahkusest ja õiglusest loobudes
ilmub austus.
Edukusest loobudes
kaovad vargad.
Need on vaid kaunistused.
Pigem olla lihtne ja loomulik,
soovideta ja tahtmisteta.

Tralascia la santità e ripudia la sapienza
e il popolo s’avvantaggerà di cento doppie,
tralascia la carità e ripudia la giustizia
ed esso tornerà alla pietà filiale e alla clemenza
paterna,
tralascia l’abilità e ripudia il lucro
e più non vi saranno ladri e briganti.
Quelle tre reputa formali e insufficienti,
perciò insegna che v’è altro a cui attenersi:
mostrati semplice e mantienti grezzo,
abbi poco egoismo e scarse brame.

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XX. Differenziarsi dal volgo

Kui pole tarkust, pole ka muresid.
Kui kaugel on jah ja ei?
Mis vahe on heal ja halval?
Mida peab kartma ja mida kahetsema?
Mõttetult, lõputult.
Rõõm ja pidu kevadel, rahvas kõik väljas.
Minul ainult vaikne meel
nagu lapsel naeruta,
ükskõikselt ja pöördumatult.
Kõikidel on nõnda palju,
minul mitte midagi,
segaduses, rumalalt.
Kõik on nõnda valguses,
mina ainult hämaras.
Kõik on nõnda arukad,
mina ainult muretu
nagu laine, mis ei püsi.
Kõik nad teavad, mida teevad,
mina ainult algeline, mina ainult erinev.
Toitvat ema armastan.

Tralascia lo studio e non avrai afflizioni.
Tra un pronto e un tardo risponder sì
quanto intercorre?
Quel che gli altri temono
non posso non temer io.
Oh, quanto son distanti e ancor non s’arrestano!
Tutti gli uomini sono sfrenati
come a una festa o un banchetto sacrificale,
come se in primavera ascendessero ad una torre.
Sol io quanto son placido! tuttora senza presagio
come un pargolo che ancor non ha sorriso,
quanto son dimesso!
come chi non ha dove tornare.
Tutti gli uomini hanno d’avanzo
sol io sono come chi tutto ha abbandonato.
Oh, il mio cuore di stolto
quanto è confuso!
l’uomo comune è così brillante
sol io sono tutto ottenebrato,
l’uomo comune in tutto s’intromette,
solo io di tutto mi disinteresso,
agitato sono come il mare,
sballottato sono come chi non ha punto fermo.
Tutti gli uomini sono affaccendati
sol io sono ebete come villico.
Sol io mi differenzio dagli altri
e tengo in gran pregio la madre che nutre.

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XXI. Svotare il cuore

Suurim vägi kulgeb teel.
Tee on hämar, varjune.
Seal on kujundid,
nii hämaras, nii varjuses.
Seal on ollus, nii hämaras, nii varjuses.
Seal on sisu, kohe päriselt. Seal on usaldus.
Kaugetest aegadest siiani
pole ta nimi kadunud.
Kuidas ma seda tean?
Just nõnda.

Il contenere di chi ha la virtù del vuoto
solo al Tao s’adegua.
Per le creature il Tao
è indistinto e indeterminato.
Oh, come indeterminato e indistinto
nel suo seno racchiude le immagini!
Oh, come indistinto e indeterminato
nel suo seno racchiude gli archetipi!
Oh, come profondo e misterioso
nel suo seno racchiude l’essenza dell’essere!
Questa essenza è assai genuina
nel suo seno ne racchiude la conferma.
Dai tempi antichi sino ad oggi
il suo nome non passa
e così acconsente a tutti gli inizi.
Da che conosco il modo di tutti gli inizi?
Da questo.

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XXII. L’umilta’ che eleva

Kes on haige, terveks saab,
kes on kõver, sirgeks saab,
kes on must, puhtaks saab,
kes on närtsind, värskeks saab.
Vähe tahad — palju saad,
palju tahad — segi lähed.
Targal on vaid üks ja õige.
Ei näita, aga paistab.
Ei õigusta, kuid on õige.
Ei kiitle, kuid on au sees.
Ta ei võistle —
ja temaga ei võistelda.
Ammu teada: kes on haige, terveks saab.
Tõsijutt. Vaja vaid tagasi tulla.

Se ti pieghi ti conservi,
se ti curvi ti raddrizzi,
se t’incavi ti riempi,
se ti logori ti rinnovi,
se miri al poco ottieni
se miri al molto resti deluso.
Per questo il santo preserva l’Uno
e diviene modello al mondo.
Non da sé vede perciò è illuminato,
non da se s’approva perciò splende,
non da sé si gloria perciò ha merito,
non da sé s’esalta perciò a lungo dura.
Proprio perché non contende
nessuno al mondo può muovergli contesa.
Quel che dicevano gli antichi:
se ti pieghi ti conservi,
erano forse parole vuote?
In verità, integri tornavano.

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XXIII. Ilvuoto non-essere

Sõnad on vaikuses.
Marutuul vaibub lõunaks,
paduvihm vaibub õhtuks.
Neid teeb maailm.
Kui maailm kauem ei jõua,
kuidas siis sinagi jõuad?
Seepärast ole teel.
Kes on teel, see on tee.
Kes on väes, see on vägi.
Kes on eksituses, see on eksitus.
Tee hoiab teelist.
Vägi hoiab väelist.
Eksitus hoiab eksijat.
Usaldus loob usalduse.

Il parlar dell’Insonoro è spontaneità.
Per questo
un turbine di vento non dura una mattina,
un rovescio di pioggia non dura una giornata.
Chi opera queste cose?
Il Cielo e la Terra.
Se perfino il Cielo e la Terra non possono persistere
tanto più lo potrà l’uomo?
Perciò compi le tue imprese come il Tao.
Chi si dà al Tao s’immedesima col Tao,
chi si dà alla virtù s’immedesima con la virtù,
chi si dà alla perdita s’immedesima con la perdita.
Chi s’immedesima col Tao
nel Tao si rallegra d’ottenere,
chi s’immedesima con la virtù
nella virtù si rallegra d’ottenere,
chi s’immedesima con la perdita
nella perdita si rallegra d’ottenere.
Quando la sincerità vien meno
si ha l’insincerità.

24

XXIV. La penosa benignita’

Kaua sa seisad varvastel?
Kaua sa kõnnid pikkade sammudega?
Kergitades sa ei paista.
õigustades ei saa õigeks.
Kiitlemine ei too austust,
uhkeldus ei anna uhkust.
Teel neid vaja ei ole.
Mõttetu praht.
Teele nad kaasa ei tule.

Chi sta sulla punta dei piedi non si tiene ritto,
chi sta a gambe larghe non cammina,
chi da sé vede non è illuminato,
chi da sé s’approva non splende,
chi da sé si gloria non ha merito,
chi da sé s’esalta non dura a lungo.
Nel Tao queste cose sono avanzumi ed escrescenze,
che le creature hanno sempre detestati.
Per questo non rimane chi pratica il Tao.

25

XXV. Raffigura l’origine

Midagi on segadusest tekkinud,
enne maailma, tühi ja vaikne,
üks ja seesama,
igal pool, vahetpidamata.
Sealt ka maailm, kes teab.
Nime ei tea. Ütleme, tee.
Nimi on suva. Ütleme, suur.
Suur läheb ära. Mis läheb, see tuleb.
Suur tee. Suur maa.
Suur taevas. Suur kuningas.
Kuningas on neljas.
Inimesel on maa.
Maal on taevas.
Taeval on tee.
Teel on tee.

C’è un qualcosa che completa nel caos,
il quale vive prima del Cielo e della Terra.
Come è silente, come è vacuo!
Se ne sta solingo senza mutare,
ovunque s’aggira senza correr pericolo,
si può dire la madre di ciò che è sotto il cielo.
Io non ne conosco il nome
e come appellativo lo dico Tao,
sforzandomi a dargli un nome lo dico Grande.
Grande ovvero errante,
errante ovvero distante,
distante ovvero tornante.
Perciò
il Tao è grande,
il Cielo è grande,
la Terra è grande
ed anche il sovrano è grande.
Nell’universo vi sono quattro grandezze
ed il sovrano sta in una di esse.
l’uomo si conforma alla Terra,
la Terra si conforma al Cielo,
il Cielo si conforma al Tao,
il Tao si conforma alla spontaneità.

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XXVI. Lavirtu’ del grave

Kergus on raskuse pinnal.
Rahu on rahutuse juht.
Tark veab raskust päeval.
Õhtul jätab rahule.
Kuidas muidu saaks
raskust kergelt võtta?
Kergelt võttes kaotad pinna.
Rahutusega kaob juht.

Il grave è radice del leggero,
il quieto è signore dell’irrequieto.
Per questo il santo viaggia tutto il giorno
senza discostarsi dal bagaglio,
anche se possiede palazzi regali
placidamente se ne sta distaccato.
Che sarà se il signore di diecimila carri
leggero si fa nel mondo?
Se è leggero perde il fondamento,
se è irrequieto perde la sua signoria.

27

XXVII. L’uso dell’abilita’

Heal kõndijal pole jälgi.
Heal jutustajal pole tõrkeid.
Heal arvutajal pole sõrmi vaja.
Hea sulgeja ei vaja riivi,
aga lahti ei tule.
Heal sõlmetegijal pole nööri vaja,
aga lahti ei tule.
Tark hoolib kõigist,
ei jäta kedagi kõrvale.
Tema selgus kandub edasi.
Tark õpetab rumalaid,
rumalad õpivad targalt.
Kes targalt ei õpi,
see eksib.
Kummaline?

Chi ben viaggia non lascia solchi né impronte,
chi ben parla non ha pecche né biasimi,
chi ben conta non adopra bastoncelli né listelle,
chi ben chiude non usa sbarre né paletti
eppure non si può aprire,
chi ben lega non usa corde né vincoli
eppure non si può sciogliere.
Per questo il santo
sempre ben soccorre gli uomini
e perciò non vi sono uomini respinti,
sempre bene soccorre le creature
e perciò non vi sono creature respinte:
ciò si chiama trasfondere l’illuminazione.
Così l’uomo che è buono
è maestro dell’uomo non buono,
l’uomo che non è buono
è profitto all’uomo buono.
Chi non apprezza un tal maestro,
chi non ha caro un tal profitto,
anche se è sapiente cade in grave inganno:
questo si chiama il mistero essenziale.

28

XXVIII. Tornare alla semplicita’

Kes on mees, sel on naine.
Kes on maailma jõgi,
see on maailma jõgi.
Vägi jääb alles, laps tuleb jälle.
Kes on hele, sel on tume.
Kes on maailma mõõt,
see on maailma mõõt.
Väge ei kao, lõputu tuleb jälle.
Kes on aus, sel on häbi.
Kes on maailma org,
see on maailma org.
Väge jätkub, lihtsus tuleb jälle.
Lihtsusest saab vajalik.
targast tuleb valitseja.
Suur teeb kõike tegemata.

Chi sa d’esser maschio
e si mantiene femmina
è la forra del mondo,
essendo la forra del mondo
la virtù mai non si separa da lui
ed ei ritorna ad essere un pargolo.
Chi sa d’esser candido
e si mantiene oscuro
è il modello del mondo,
essendo il modello del mondo
la virtù mai non si scosta da lui
ed ei ritorna all’infinito.
Chi sa d’esser glorioso
e si mantiene nell’ignominia
è la valle del mondo,
essendo la valle del mondo
la virtù sempre si ferma in lui
ed ei ritorna ad esser grezzo.
Quando quel ch’è grezzo vien tagliato
allora se ne fanno strumenti,
quando l’uomo santo ne usa
allora ne fa i primi tra i ministri.
Per questo il gran governo non danneggia.

29

XXIX. Non agire

Maailma muuta ei õnnestu,
maailm on imesid täis.
Nii kui puutud, läheb katki,
nii kui võtad, läheb kaotsi.
Mõni on ees, mõni on taga.
Mõni hingab sisse, mõni välja.
Mõni on tugev, mõni on nõrk.
Mõni tekib, mõni kaob.
Tark jätab liigse,
jätab kasutu, jätab tühise.

Quei che volendo tenere il mondo
lo governa,
a mio parere non vi riuscirà giammai.
Il mondo è un vaso sovrannaturale
che non si può governare:
chi governa lo corrompe,
chi dirige lo svia,
poiché tra le creature
taluna precede ed altra segue,
taluna è calda ed altra è fredda,
taluna è forte ed altra è debole,
taluna è tranquilla ed altra è pericolosa.
Per questo il santo
rifugge dall’eccesso,
rifugge dallo sperpero,
rifugge dal fasto.

30

XXX. Limitare le operazioni militari

Kui toetad valitsejat teel,
siis pole vaja võidelda.
Tulemused saabuvad.
Võitlusväljal kasvab takjas,
pärast võitlust — ikaldus.
Ka suurim sõjavägi saab lüüa.
Kui said valmis, jäta rahule.
Kui saavutad, siis taandu.
Kui saavutad, ära hinda.
Kui saavutad, ära kiitle.
Kui saavutad, ära hoople.
Kui saavutad, ära võta.
Mis tee see on, kui oled vanadusest nõder?
Kui poleks tee, siis oleks ammu lõpp.

Quei che col Tao assiste il sovrano
non fa violenza al mondo con le armi,
nelle sue imprese preferisce controbattere.
Là dove stanziano le milizie
nascono sterpi e rovi,
al seguito dei grandi eserciti
vengono certo annate di miseria.
Chi ben li adopra
soccorre e basta,
non osa con essi acquistar potenza.
Soccorre e non si esalta,
soccorre e non si gloria,
soccorre e non s’insuperbisce,
soccorre quando non può farne a meno,
soccorre ma non fa violenza.
Quel che s’invigorisce allor decade:
vuol dire che non è conforme al Tao.
Ciò che non è conforme al Tao presto finisce.

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XXXI. Desistere dalle operazioni militari

Sõjariistad õnne ei too,
teel neid vaja ei ole.
Parimad mõtlevad, et rahu ajal
olen vasakul, sõja ajal olen paremal.
Sõjariistad õnne ei too,
parimatel neid vaja ei ole.
Tarvitavad, kui muidu ei saa,
rahu on aga parim.
Võita võib, kuid valusalt,
rõõmu tapmisest ei tule.
Tapmisest rõõmu tundes soovid ei täitu.
Heal ajal vasemal, halval ajal paremal.
Kannupoiss on vasemal, ohvitser on paremal.
Nagu ikka halval ajal, nagu ikka leina-ajal,
kus on väga palju surnuid.
Kui võit on käes, siis lasku leina.

Ecco che son le belle armi:
strumenti del malvagio
che le creature han sempre detestati.
Per questo non rimane chi pratica il Tao.
Il saggio, che è pacifico, tiene in pregio la sinistra,
chi adopra l’armi tiene in pregio la destra.
Ecco che son l’armi:
strumenti del malvagio
non strumenti del saggio,
il quale li adopra solo se non può farne a meno.
Avendo per supreme pace e quiete,
ei vince ma non se ne compiace,
chi se ne compiace
gioisce nell’uccidere gli uomini.
Ora chi gioisce nell’uccidere gli uomini
non può attuare i suoi intenti nel mondo.
Nelle gesta fauste si tiene in onore la sinistra,
nelle gesta infauste si tiene in onore la destra.
Il luogotenente sta alla sinistra,
il duce supremo sta alla destra:
assume il posto del rito funebre.
Quei che gli uomini ha ucciso in massa
li piange con cordoglio e con tristezza:
la vittoria in guerra gli assegna il posto del rito
funebre.

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XXXII. La virtu’ del santo

Teel pole kunagi nime.
Ta on loomulik ja märkamatu,
maailm teda ei muuda.
Kui kuningas on teel,
siis kõik on temaga.
Taevas tuleb maa peale,
vihm läheb magusaks,
korraldusi pole ja kõik on õiglane.
Korraldustel on nimed.
Nimedes on lõpp.
Kes lõppu näeb, jääb seisma.
Kes seisma jääb, on kaitstud.
Tee on nagu oja,
mis jõkke ja merre viib.

Il Tao in eterno è senza nome,
è grezzo per quanto minimo sia,
nessuno al mondo è capace di fargli da ministro.
Se principi e sovrani fossero capaci di attenervisi,
le diecimila crature da sé si sottometterebbero,
il Cielo in mutuo accordo con la Terra
farebbe discendere soave rugiada
e il popolo, senza alcuno che lo comandi,
da sé troverebbe il giusto assetto.
Quando si cominciò ad intagliare
si ebbero i nomi.
Tutto quello che ha nome viene trattato come proprio,
perciò sappi contenerti.
Chi sa contenersi
può non correre pericolo.
Paragona la presenza del Tao nel mondo
ai fiumi e ai mari cui accorrono rivi e valli.

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XXXIII. Lavirtu’ del discernimento

Kes teisi tunneb, on tark.
Kes ennast tunneb, see teab.
Kes teisi võidab, on tugev.
Kes ennast võidab, sel vägi.
Kes vähe tahab, on rikas.
Kes palju tahab, sel jõud.
Kes paigale jääb, jääb alles.
Kes surres ei kao, elab kaua.

Chi conosce gli altri è sapiente,
chi conosce sé stesso è illuminato.
Chi vince gli altri è potente,
chi vince sé stesso è forte.
Chi sa contentarsi è ricco,
chi strenuamente opera attua i suoi intenti.
A lungo dura chi non si diparte dal suo stato,
ha vita perenne quello che muore ma non perisce.

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XXXIV. Confidare nel perfetto

Suur tee laiub igale poole
ja kõik on temaga.
Ta mõjub ja nime ei vaja
ja midagi ära ei võta.
Ta hoolitseb kõikide eest
kedagi valitsemata,
midagi soovimata.
Tegelikult on ta väike.
Kõik tulevad temaga,
tema ei valitse kedagi.
Tegelikult on ta suur.
Ta ei pea suur olema,
nii ta suur ongi.

Come è universale il gran Tao!
può stare a sinistra come a destra.
In esso fidando vengono alla vita le creature
ed esso non le rifiuta,
l’opera compiuta non chiama sua.
Veste e nutre le creature
ma non se ne fa signore,
esso che sempre non ha brame
può esser nominato Piccolo.
Le creature ad esso si volgono
ma esso non se ne fa signore,
può esser nominato Grande.
Poiché giammai si fa grande
può realizzare la sua grandezza.

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XXXV. Lavirtu’ dellacarita’

Jää suureks.
Kõik tuleb sinusse.
Kõigil on hea ja kindel,
kõigil on rahu ja vaikus.
Muusika ja maiustused
meelitavad rändureid.
Teel ei ole maitset.
Vaatad teda — näha pole.
Kuulad teda — kuulda pole.
Pruugid teda — otsa ei saa.

Verso chi tiene in sé la grande immagine
il mondo accorre,
accorre e non riceve danno
ma calma e pace grandi.
Attratto da musiche e bevande prelibate
si ferma il viator che passa,
ma quel che al Tao esce di bocca
com’è scipito! non ha sapore.
A guardarlo non riesci a vederlo,
ad ascoltarlo non riesci ad udirlo,
ad usarlo non riesci ad esaurirlo.

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XXXVI. L’occulto e il palese

Enne laienda, siis vähenda.
Enne tugevda, siis nõrgenda.
Enne ehita, siis lammuta.
Enne anna, siis võta.
See on märkamatu selgus.
Õrn ja nõrk on tugevast ja kõvast üle.
Kala ei püüta sügavikust.
Inimestele tapariistu ei näidata.

Quei che vuoi che si contragga
devi farlo espandere,
quei che vuoi che s’indebolisca
devi farlo rafforzare,
quei che vuoi che rovini
devi farlo prosperare,
a quei che vuoi che sia tolto
devi dare.
Questo è l’occulto e il palese.
Mollezza e debolezza vincono durezza e forza.
Al pesce non conviene abbandonar l’abisso,
gli strumenti profittevoli al regno
non conviene mostrarli al popolo.

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XXXVII. Esercitare il governo

Tee ei tee midagi
ja midagi ei jää tegemata.
Kui kuningas on teel,
siis kõik ta ümber kujuneb.
Kui keegi tahab toimetada,
siis ise olles nimetu ja loomulik,
ta peagi rahuneb.
Nimetu ja loomulik
ei soovi midagi.
Ei ole soove, on vaikus.
On rahu maailmas.

Il Tao in eterno non agisce
e nulla v’è che non sia fatto.
Se principi e sovrani fossero capaci d’attenervisi,
le creature da sé si trasformerebbero.
Quelli che per trasformarle bramassero operare
io li acquieterei
con la semplicità di quel che non ha nome
anch’esse non avrebbero brame,
quando non han brame stanno quiete
e il mondo da sé s’assesta.

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XXXVIII. Espone la virtu’

Kõrge vägi ei ole vägev. Tal on vägi.
Madal vägi on vägev.Tal ei ole väge.
Kõrge vägi ei tee midagi
ja midagi ei jää tegemata.
Madalam vägi teeb ja palju jääb teha.
Südamlikkus teeb ja midagi ei jää tegemata.
Õiglus teeb ja palju jääb teha.
Kombed teevad oma tööd,
nende vastu ei saa, kohe tullakse kallale.
Kaob tee, jääb vägi. Kaob vägi, jääb südamlikkus.
Kaob südamlikkus, jääb õiglus.
Kaob õiglus, jäävad kombed.
Kombed on kest usaldusele, aga ka segaduse algus.
Ettenägemine on õis teel, aga ka rumaluse algus.
Tark on tuumas, mitte koorel.
Viljas, mitte õiel.
Ühe jätab, teise võtab.

La virtù somma non si fa virtù
per questo ha virtù,
la virtù inferiore non manca di farsi virtù
per questo non ha virtù.
La virtù somma non agisce
ma non ha necessità di agire,
la virtù inferiore agisce
ma ha necessità di agire.
La somma carità agisce
ma non ha necessità di agire,
la somma giustizia agisce
ma ha necessità di agire,
il sommo rito agisce
e se non viene corrisposto
si denuda le braccia e trascina a forza.
Fu così che
perduto il Tao venne poi la virtù,
perduta la virtù venne poi la carità,
perduta la carità venne poi la giustizia,
perduta la giustizia venne poi il rito:
il rito è labilità della lealtà e della sincerità
e foriero di disordine.
Chi per primo conosce è fior nel Tao
e principio di ignoranza.
Per questo l’uomo grande
resta in ciò che è solido
e non si sofferma in ciò che è labile,
resta nel frutto
e non si sofferma nel fiore.
Perciò respinge l’uno e preferisce l’altro.

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XXXIX. Uniformarsi al fondamento

Kunagi leiti see üks ja ainus.
Taeval on ainus selgus,
maal on ainus kindlus,
vaimul on ainus võimsus,
orul on ainus küllus,
kõigil on ainus elujõud,
kuningal on ainus austus.
Nendel on see üks ja ainus.
Taeva selgus võib tumeneda,
maa kindlus võib mõraneda,
vaimu võimsus võib lahtuda,
oru küllus võib ammenduda,
kõikide elujõud võib hääbuda,
kuninga austus võib langeda.
Austusest kasvab alandus;
ülevus seisab alandusel.
Kuningas võib ju ennast alandada, aga miks?
Austusest kasvab alandus, aga mitte nõnda.
Lammutamine ei kasvata.
Pärl on kees, kivi on maas.

In principio questi ottenner l’Uno:
il Cielo l’ottenne e per esso fu puro,
la Terra l’ottenne e per esso fu tranquilla,
gli esseri sovrannaturali l’ottennero
e per esso furono potenti,
la valle l’ottenne e per esso fu ricolma,
le creature l’ottennero e per esso vissero,
principi e sovrani l’ottennero
e per esso furon retti nel governare il mondo.
Costoro ne furono resi perfetti.
Se il Cielo non fosse puro per esso
temerebbe di squarciarsi,
se la Terra non fosse tranquilla per esso
temerebbe di fendersi,
se gli esseri sovrannaturali non fossero potenti per esso
temerebbero d’annullarsi,
se la valle non fosse ricolma per esso
temerebbe d’inaridirsi,
se le creature non vivessero per esso
temerebbero di spegnersi,
se principi e sovrani non fossero nobili e alti per esso
temerebbero di cadere.
Il nobile ha per fondamento il vile,
l’alto ha per basamento il basso.
Perciò quando principi e sovrani chiamano sé stessi
l’orfano, lo scarso di virtù, l’incapace,
non è perché considerano lor fondamento il vile?
Ahimé, no!
Quando hai finito d’enumerare le parti del carro
ancor non hai il carro.
Non voler essere pregiato come giada
né spregiato come pietra.

40

XL. Dove andare e che adoperare

Tee toob tagasi.
Kergelt.
Kõik tuleb sellest, mis on.
Mis on, tuleb sellest, mida pole.

Il tornare è il movimento del Tao,
la debolezza è quel che adopra il Tao.
Le diecimila creature che sono sotto il cielo
hanno vita dall’essere,
l’essere ha vita dal non-essere.

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XLI. Equipara le diversita’

Tark õpilane järgib teed.
Keskmine vahel järgib, vahel mitte.
Rumal ainult naerab.
Kui naeru poleks, siis poleks ka teed.
Seepärast öeldakse:
Valge tee tundub hämarana,
mineku tee tundub tulemisena,
sile tee tundub konarlikuna,
kõrgeim vägi tundub madalana,
suurim puhtus tundub räpasena,
kõikehõlmav vägi tundub puudulikuna,
võimas vägi tundub jõuetuna,
ausameelsus tundub kahtlasena.
Suurel ruudul nurki ei ole,
suur töö ei saa valmis,
suurt heli ei kuule,
suurel asjal pole kuju.
Teel nime ei ole.
Ta on varjus, ta loovutab ja täiustab.

Quando il gran dotto apprende il Tao
lo pratica con tutte le sue forze,
quando il medio dotto apprende il Tao
or lo conserva ed or lo perde,
quando l’infimo dotto apprende il Tao
se ne fa grandi risate:
se non fosse deriso non sarebbe degno d’essere il Tao.
Perciò motti invalsi dicono:
illuminarsi nel Tao è come ottenebrarsi,
avanzare nel Tao è come regredire,
spianarsi nel Tao è come incavarsi,
la virtù somma è come valle,
il gran candore è come ignominia,
la virtù vasta è come insufficienza,
la virtù salda è come esser volgo,
la naturale genuinità è come sbiadimento,
il gran quadrato non ha angoli,
il gran vaso tardi si completa,
il gran suono è una sonorità insonora,
la grande immagine non ha forma.
Il Tao è nascosto e senza nome,
ma proprio perché è il Tao
ben impresta e completa.

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XLII. Le trasformazioni del tao

Tee annab ühe,
üks annab kaks,
kaks annavad kolm,
kolm annavad kõik.
Kõigil on tumedus süles ja heledus ümber,
elujõud koos.
Inimene hoidub alandusest,
kuningas alandab end ise.
Mis kaob, see tuleb;
mis tuleb, see kaob.
On teised öelnud,
ütlen minagi:
Kangus ise ei sure.

Il Tao generò l’Uno,
l’Uno generò il Due,
il Due generò il Tre,
il Tre generò le diecimila creature.
Le creature voltano le spalle allo yin
e volgono il volto allo yang,
il ch’i infuso le rende armoniose.
Ciò che l’uomo detesta
è d’essere orfano, scarso di virtù, incapace,
eppur sovrani e duchi se ne fanno appellativi.
Perciò tra le creature
taluna diminuendosi s’accresce,
taluna accrescendosi si diminuisce.
Ciò che gli altri insegnano
anch’io l’insegno:
quelli che fan violenza non muoiono di morte
naturale.
Di questo farò l’avvio del mio insegnamento.

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XLIII. Lo strumento universale

Õrn on kangest üle.
Mida pole, läheb sinna, kus on;
just nõnda on kasu siis, kui midagi ei tee.
Sõnu pole vaja,
teha pole vaja.
Vähesed mõistavad.

Ciò che v’è di più molle al mondo
assoggetta ciò che v’è di più duro al mondo,
quel che non ha esistenza
penetra là dove non sono interstizi.
Da questo so che v’è profitto nel non agire.
All’insegnamento non detto,
al profitto del non agire,
pochi di quelli che sono sotto il cielo arrivano.

44

XLIV. Il fermo ammonimento

Su nimi või sa ise?
Sa ise või su vara?
Saamine või andmine?
Palju tahad – palju kulub.
Palju kogud – palju kaob.
Kui piisab, oled häbist väljas.
Kui peatud, oled ohust väljas.
Nii kestad kaua.

Tra fama e persona che è più caro?
Tra persona e beni che è più importante?
Tra acquistare e perdere che è più penoso?
Per questo
chi ardentemente brama certo assai sperpera,
chi molto accumula certo assai perde.
Chi sa accontentarsi non subisce oltraggio,
chi sa contenersi non corre pericolo
e può durare a lungo.

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XLV. L’immensa virtu’

Parim tundub poolik.
Ometi ei ammendu.
Täius tundub tühi.
Ometi ei lõpe.
Õige tundub kõver.
Oskus tundub kohmakas.
Hea kõne tundub kogelus.
Liikudes saad sooja.
Rahunedes jahtud maha.
Selgus ja rahu korrastavad kõik.

La grande completezza è come spezzettamento
che nell’uso non si rompe,
la grande pienezza è come vuotezza
che nell’uso non si esaurisce,
la grande dirittura è come sinuosità,
la grande abilità è come inettitudine,
la grande eloquenza è come balbettio.
l’agitazione finisce nell’algore,
la quiete finisce nel calore:
la pura quiete è la regola del mondo.

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XLVI. Esser parco nelle brame

Kui maailm on teel,
siis hobused väetavad põlde.
Kui maailm ei ole teel,
siis hobused valvavad piiridel.
Soovid toovad kurja.
Rahutus toob pahandust.
Tahtmine toob õnnetust.
Kui tead, et piisab,
siis ka piisab.

Quando nel mondo vige il Tao
i cavalli veloci sono mandati a concimare i campi,
quando nel mondo non vige il Tao
i cavalli da battaglia vivono ai confini.
Colpa non v’è più grande
che secondar le brame,
sventura non v’è più grande
che non saper accontentarsi,
difetto non v’è più grande
che bramar d’acquistare.
Quei che conosce la contentezza dell’accontentarsi
sempre è contento.

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XLVII. Scrutare cio’ che e’ lontano

Ei pea välja minema,
et aru saada.
Ei pea vaatama,
et näha teed.
Kaugenedes
mõistad vähem.
Tark ei liigu, aga teab;
ei vaata, aga näeb;
ei tee, aga mõjub.

Senza uscir dalla porta
conosci il mondo,
senza guardar dalla finestra
scorgi la Via del Cielo.
Più lungi te ne vai meno conosci.
Per questo il santo
non va dattorno eppur conosce,
non vede e più discerne,
non agisce eppur completa.

48

XLVIII. Obliare la sapienza

Kui õpid, siis kasvad.
Kui oled teel, siis kaod.
Kui kaod, siis loobud.
Kui loobud, ei tee midagi, aga mõjud.
Kui ei tee, siis saad.
Kui teed, saad vähe.

Chi si dedica allo studio ogni dì aggiunge,
chi pratica il Tao ogni dì toglie,
toglie ed ancor toglie
fino ad arrivare al non agire:
quando non agisce nulla v’è che non sia fatto.
Quei che regge il mondo
sempre lo faccia senza imprendere,
se poi imprende
non è atto a reggere il mondo.

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XLIX. Confidare nella virtu’

Tark ei mõtle.
Rahvas mõtleb temaga.
Headele hea.
Halbadele hea.
Vägevatele hea.
Usaldusele usaldus.
Usaldamatule usaldus.
Vägevatele usaldus.
Tark on tasa.
Rahu levib.
Rahvas kuulab.
Lapsed kõik.

Il santo non ha un cuore immutabile,
ha per cuore il cuore dei cento cognomi.
Per me è bene ciò che hanno di buono,
ed è bene anche ciò che hanno di non buono,
la virtù li rende buoni;
per me è sincerità ciò che hanno di sincero,
ed è sincerità anche ciò che hanno di non sin
cero,
la virtù li rende sinceri.
Il santo sta nel mondo tutto timoroso
e per il mondo rende promiscuo il suo cuore.
I cento cognomi in lui affiggono occhi e orecchi
e il santo li tratta come fanciulli.

50

L. Tenere in pregio lavita

Kes sünnib, see sureb.
Mõned on elus.
Mõned on surmas.
Mõned on elus ja surmas.
Sest liiga palju tahavad.
Olevat õieti liikujaid,
kel pole vaja karta
ninasarvikut ega tiigrit
ega sõjariistu.
Ninasarvik ei leia sarve jaoks kohta.
Tiiger ei leia küünte jaoks kohta.
Sõjariist ei leia temas kohta.
Sest temas pole surma.

Uscire è vivere, entrare è morire.
Seguaci della vita sono tre su dieci,
seguaci della morte sono tre su dieci,
gli uomini che la vita
tramutano in disposizione alla morte
son pur essi tre su dieci.
Per qual motivo?
Perchè vivono l’intensità della vita.
Or io ho appreso che chi ben nutre la vita
va per deserti senza incontrar rinoceronti e tigri,
va tra gli eserciti senza indossar corazza e arme:
il rinoceronte non ha dove infilzare il corno,
la tigre non ha dove affondar l’artiglio,
il guerriero non ha dove immergere la spada.
Per qual motivo?
Perchè costui non ha disposizione alla morte.